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Accadde Oggi | 02 aprile 2025, 07:05

2 APRILE 2000. I carabinieri scoprono due case "squillo" in centro: tariffe tra 100 e 200 mila lire. Tra i clienti professionisti e personaggi dell'Imperia bene

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2 APRILE 2000. I carabinieri scoprono due case "squillo" in centro: tariffe tra 100 e 200 mila lire. Tra i clienti professionisti e personaggi dell'Imperia bene

Due case "squillo", una nel centro di Porto Maurizio e l'altra nel cuore di Oneglia, sono state scoperte e fatte chiudere dai carabinieri. I militari hanno anche denunciato quattro persone. Gli appartamenti in possesso delle "lucciole", tutte straniere, erano situati in via Scarincio, Borgo Marina, e via De Sonnaz.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Danilo Ceccarelli, sono state condotte dal nucleo operativo della Compagnia di Imperia e sono durate circa un mese. Liberi professionisti, commercianti e ragazzi appena maggiorenni i principali clienti di quelle che, nascondendosi dietro presunti centri di massaggi con tanto di promettenti massaggi rilassanti, erano in realtà delle vere e proprie case di appuntamento per il sesso a pagamento.

Gli annunci erano pubblicati su giornali e riviste locali. Nel blitz sono stati sequestrati centinaia di preservativi, prova evidente nelle stanze di via Scarincio e via De Sonnaz si andava decisamente oltre i massaggi terapeutici o rilassanti. Nell'appartamento a luci rosse della Marina, non distante dalla Capitaneria di Porto, sono state denunciate due cittadine rumene di 22 e 28 anni, entrambe residenti in provincia di Milano e sospettate di essere le "maitresse". Sul loro capo pendono le imputazioni di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, induzione al meretricio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Nella casa di appuntamenti portorina sono state inoltre sorprese un'altra ragazza rumena e tre brasiliane, con età compresa tra 22 e 45 anni, tutte senza permesso di soggiorno. 

Nei locali di via De Sonnaz, invece, le denunce sono scattate a carico di due italiane, una sessantacinquenne di origine pugliese ma residente a Imperia, e una quarantatreenne con domicilio nel Torinese.  Secondo le indagini dei carabinieri, la clientela delle era vasta e variegata e comprendeva anche personaggi della cosiddetta "Imperia bene", insospettabili e facoltosi imprenditori. Le tariffe oscillavano tra 100 e 200 mila lire a seduta, a seconda del tipo di prestazioni, più o meno "approfondite".

Giorgio Bracco

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