La votazione della mozione di sostegno alle forze dell'ordine, tenutasi ieri sera in consiglio comunale, ha scatenato una vivace polemica politica, con il consigliere del Partito Democratico Ivan Bracco finito nel mirino della maggioranza. Il tema in discussione riguardava il riconoscimento dell'impegno delle forze dell'ordine nel garantire la sicurezza e la legalità, ma la minoranza ha scelto di lasciare l'aula, evitando di esprimere sostegno a chi quotidianamente opera al servizio della comunità.
I consiglieri Giovanni Lazzarini e Matteo Fiorentino di Prima Imperia, area Lega, hanno duramente criticato questa decisione. "La minoranza ha scelto di sottrarsi a un atto istituzionale di riconoscimento verso chi lavora per la sicurezza e la legalità del nostro territorio", dichiarano i due consiglieri, esprimendo la loro delusione per il gesto della minoranza. "Sorprendente è stata la scelta del consigliere Bracco, appartenente alla Polizia di Stato. La sua decisione appare non solo contraddittoria rispetto alla mozione in discussione, ma anche irrispettosa verso i suoi stessi colleghi", rincarano la dose Lazzarini e Fiorentino. Il gruppo Avanti con Scajola sindaco aggiunge che "il sostegno alle forze dell'ordine dovrebbe essere un valore condiviso da tutte le forze politiche, indipendentemente dalle appartenenze ideologiche.
"In un momento storico come questo, in cui la sicurezza pubblica ha bisogno di un forte supporto istituzionale, è inaccettabile che l'opposizione scelga di voltare le spalle a un atto simbolico ma dal grande valore morale e civico", sottolineano i consiglieri di maggioranza, confermando il loro sostegno alle forze dell'ordine. Ivan Bracco, tuttavia, difende con fermezza la sua decisione di abbandonare e spiega le ragioni del suo gesto. "Ho ritenuto doveroso alzarmi e andarmene – dichiara Bracco – perché la mozione voleva mettere un 'capello di destra' sulle forze dell'ordine. Ma le forze dell'ordine non sono né di destra né di sinistra, sono al servizio dei cittadini, come lo sono stato io per 37 anni", afferma, ricordando la sua lunga carriera nella polizia di stato.
Bracco ha anche sollevato una questione cruciale: "Nel testo della mozione non si faceva alcun riferimento alla magistratura, da cui le forze dell'ordine dipendono". Inoltre, Bracco, ricorda l'importanza della Riforma del 1981, che ha smilitarizzato la polizia e ha visto la nascita dei sindacati di categoria. "Le forze dell'ordine non devono essere strumentalizzate per fini politici. Sono al servizio di tutti i cittadini, a prescindere dal colore politico", conclude. La vicenda ha messo in luce una divisione importante tra maggioranza e opposizione su un tema che, in teoria, dovrebbe unire tutte le forze politiche. La questione rimane aperta e continua a suscitare dibattito tra chi sostiene che la sicurezza debba essere un valore condiviso e chi ritiene che non si debba mai usare la polizia per scopi elettorali o politici.